Nel cuore del Caucaso, la capitale georgiana ha ospitato l’evento gastronomico georgiano dell’anno: il Tbilisi Gastro Week 2025, che si conclude oggi, con un bilancio più che positivo.
Dal 18 al 22 giugno, Tbilisi si è trasformata in una vera e propria capitale del gusto, accogliendo chef di fama internazionale e maestri della cucina georgiana per celebrare la Giornata Internazionale della Gastronomia Sostenibile.
Una tavola internazionale nel cuore della Georgia
Il festival ha messo al centro il concetto di sostenibilità, abbinando sapori locali e tecniche contemporanee. Tra gli ospiti d’onore figuravano nomi prestigiosi della scena culinaria mondiale: João Oliveira (Portogallo, stella Michelin), Maurício Zillo e Janaina Rueda dal Brasile, Maksut Aşkar, chef turco fondatore di Neolokal, e Volodymyr Yaroslavsky, figura di riferimento in Ucraina. Accanto a loro, il danese Christian Brasch Thomsen ha portato la sua esperienza nel mondo della comunicazione gastronomica.
Protagonisti locali: identità e creatività
La scena georgiana si è distinta per personalità forti e visioni innovative. Chef come Tekuna Gachechiladze, pioniera della cucina nuova georgiana, Irakli Asatiani, Corporate Executive Chef at Silk Hospitality e Former Chef Director at Adjaragroup, Luka Nachkebia, Levan Kobakhidze e Tamta Kikaleishvili hanno reinterpretato i piatti tradizionali con un tocco contemporaneo. Le loro creazioni sono state abbinate ai migliori vini locali, selezionati da esperti sommelier.
Oltre il gusto: cultura e solidarietà
Il festival non è stato solo una festa per il palato. Tra workshop, masterclass e cene tematiche, l’incontro tra culture ha generato dialoghi su biodiversità, filiere etiche e futuro sostenibile. Particolarmente toccante la cena di beneficenza organizzata in sostegno dell’Ucraina, con i fondi raccolti destinati a un’organizzazione umanitaria.
La culla del vino
La Georgia, incastonata tra Europa e Asia, è una delle culle più antiche della civiltà del vino e della gastronomia. Con oltre 8.000 anni di storia vinicola, il paese vanta una tradizione unica al mondo: la vinificazione in qvevri, grandi anfore di terracotta interrate, riconosciuta dall’UNESCO come patrimonio culturale immateriale.
Tra i vitigni autoctoni più noti troviamo il Saperavi, che dà vita a rossi intensi e strutturati, e il Rkatsiteli, da cui si ottengono bianchi freschi e minerali1. Non mancano varietà più rare come il Kisi e il Khvanchkara, quest’ultimo un rosso dolce e fruttato prodotto nella regione di Racha.
TBILISI GASTRO WEEK
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