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LA COCINA MEXICANA...DE AVANZADA |
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Candidata a patrimonio Mondiale dell'umanità nel 2005, la cucina messicana rappresenta la più antica, ricca e variegata tradizione gastronomica del Mesoamerica. Una tradizione che affonda le proprie radici nelle civiltà preispaniche ma che oggi si attualizza, grazie agli apporti di una nuova generazione di grandi chef. Tra le cucine dell'America latina quella messicana è sicuramente la più conosciuta e apprezzata all'estero, specie negli USA, ma da qualche tempo anche in Italia, dove però non si trovano i veri piatti della tradizione, tantomeno le raffinatezze della cucina messicana contemporanea e d'autore. Troviamo invece un numero ristretto di specialità, come il chili con carne, appartenenti in buona parte alla cucina Tex Mex del Texas e del New Mexico, spesso realizzata con prodotti industriali e di basso profilo, distribuiti in tutto il mondo dalle catene multinazionali americane, con un grave danno d'immagine che certo non rende giustizia al partimonio culinario di questo meraviglioso paese.
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THAI FOOD: LA CUCINA DEL PAESE DEL SORRISO |
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“Qui a Sukhotai si vive bene, nelle acque c’è pesce, nei campi c’è riso, il Re non sfrutta il suo popolo, chi vuole commerciare, commercia. I volti della gente risplendono di gioia…” Basterebbe citare questa semplice iscrizione del XII secolo, rinvenuta su una tavola di pietra nell’antica capitale del Siam, per comprendere in poche righe l’essenza della cucina thai, insieme alla giapponese e alla cinese una delle tre massime espressioni gastronomiche dell’estremo Oriente. Il suo riso profumatissimo ed i preziosi prodotti del mare, i migliori ingredienti esotici che abbondano nei mercati, frutto di scambi e commerci con India e Cina, assortiti e rielaborati in una raffinata cucina di corte, sono questi in estrema sintesi i punti di forza del patrimonio culinario del “Paese del sorriso”, che si è fatto apprezzare nel mondo e che ora inizia anche a conquistare il pubblico italiano, grazie ad un certo numero di locali presenti a Milano, Roma e Torino. che cominciano a fare concorrenza per gusto e raffinatezza ai ristoranti giapponesi.
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L’Isola di Maurizio era già conosciuta dei navigatori arabi nel X secolo con il nome di Dina Arobi, ma fu solo nel 1598, che gli olandesi ne presero il possesso e la ribattezzarono Mauritius in onore del loro sovrano: Maurits Van Nassau. Da questo momento questa piccola macchia di color verde brillante innestata nell’azzurro intenso del suo mare verrà utilizzata come punto d’appoggio e tappa obbligatoria sulla rotta per l’India, per sviluppare la coltivazione della canna da zucchero, che domina ancora oggi il paesaggio dell’interno dell’isola. Nel 1715, l'isola venne occupata dai francesi che la ribattezzarono "Ile de France, fondando la capitale Port-Louis, il meraviglioso giardino di pompelmi, e costruendo la prima rete stradale.L'Isola di Maurizio è situata a sud-ovest dell'Oceano indiano, a circa 2000 chilometri della costa è dell'Africa e a circa 900 dal Madagascar, e costituisce parte integrante dell'arcipelago del Mascareignes, insieme a La Riunione e Rodrigues. Maurizio è una piccola isola lunga 65 km per 45 km di larghezza ma conosciuta in tutto il mondo per i suoi 330 chilometri di coste e spiagge da sogno, protette da una barriera corallina che circonda la maggior parte dell’isola e formando una splendida laguna dalle acqua cristalline, di colore turchese. L'interno dell’isola è invece costituito da pianure e da una catena montuosa centrale che nonostante l’aspetto imponente visibile da ogni angolo dell’Isola non raggiunge i mille metri d’altezza, ma anche da boschi e foreste dove sopravvivono i cervi, introdotti dagli olandesi e tutt’oggi molto apprezzati nella cucina locale.
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La nuova cucina peruana è seguita oggi con grande attenzione da parte degli Stati Uniti. Dopo il successo di Nobu che proprio in Perù iniziò la sua carriera, contaminando la cucina del Sol Levante con i prodotti e le tradizioni di questo immenso paese, ora emergono altri chef di cucina d’Autore e nuove scuole, dallo stile Nikkei, al Novoandino alle quali anche l’avanguardia spagnola guarda con interesse, da Ferran Adrià, attratto dalla incredibile varietà di prodotti al Festival Madrid Fusion dove gli chef Toshiro Konishi e Gaston Acurio, hanno presentato le loro creazioni.
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Il subcontinente indiano vanta una cultura gastronomica molto antica, della quale troviamo traccia fin dai tempi della Civiltà della Valle dell’Indo, sviluppatasi intorno al 2500-1500 aC, come testimoniano I numerosi reperti archeologici dei primi attrezzi agricoli e degli utensili per la preparazione di alimenti e bevande, portati alla luce nei pressi di Islamabad, lungo le rive del fiume Kech in Baluchistan e in una dozzina di altri siti nelle regioni di Harappa e Judeirjo-Daro.
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BEIJING: CIO' CHE RESTE DELL'IMPERO... IN CUCINA |
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"Buchi la jiao jiu bu shi ge ming zhe", ovvero, chi non mangia piccante è un nemico della rivoluzione! Questa singolare affermazione, pronunciata da Mao Tse-tung, lascia ironicamente intuire quanto i profondi cambiamenti introdotti nella società cinese all’alba degli anni ’50 abbiano interessato nell’era moderna anche il mondo della cultura gastronomica. La città di Pechino, accoglieva da sempre tra le mura della Città Proibita i migliori cuochi della Regione, questi nel corso del tempo originarono un ricchissimo e variegato repertorio di piatti che caratterizzano ancora oggi l’alta cucina pechinese, universalmente nota come la cucina dell’era imperiale...
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EAT LIKE AN EGYPTIAN... AL CAIRO |
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Impermeabile per lunghi secoli alle contaminazioni gastronomiche dei popoli e delle culture con i quali gli antichi egizi entrarono in contatto, dai Greci ai Persiani, dagli Arabi agli Ebrei, la cucina tradizionale egiziana si è mantenuta per certi versi, fedele alle sue origini antichissime.
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Fondata nell’XI secolo per volontà dei cavalieri berberi, originari del Grande Sud marocchino la città di Marrakech fu conquistata dal sultano Abd al-Mumin nel 1147. Da questo momento in poi ebbe iniziò l’eterna competizione con le altre città imperiali di Fès, Rabat e Meknes, una sfida che attraversò, nel corso dei secoli, tutte le discipline: dall’architettura, alla musica, fino alla cucina di corte...
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La cucina anglosassone non ha mai riscosso grandi consensi, è risaputo, ma è proprio grazie alla modestia del patrimonio gastronomico locale se le cucine del mondo hanno potuto conquistarsi un ruolo di primo piano nel panorama del food inglese. Londra ospita infatti alcuni tra i migliori ristoranti asiatici, medio orientali e caraibici d’Europa. Qui operano le principali firme in campo di worl food, da Claudia Roden a Nadia Saleh.
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Un itinerario nella Ville Lumiere touscouleurs, tra Chinatown e Mercati africani, quartieri ebraici e suq maghrebini, per scoprire un volto inedito di questa splendida città al di là dei classici itinerari del Quartier Latin...
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COPENHAGEN>NEW SCANDINAVIAN CUISINE |
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Con una nuova generazione di chef creativi under 30, in grado oggi di conciliare l’innovazione con la creatività, il rispetto delle migliori tradizioni della cucina nordica con una strizzatina d’occhio alle sperimentazioni mediterranee e world-fusion, Copenhagen può essere considerata a ragione la capitale della gastronomia scandinava, un riconoscimento giustificato anche dalla pioggia di stelle attribuite in questi ultimi anni dalla guida rossa Michelin a una decina di ristoranti della capitale.
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