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INFO Gli itinerari di Turisti per Casa vengono organizzati per piccoli gruppi di max 15-20 persone e durano mediamente 3 ore. Per maggiori informazioni sulle prossime date e costi: Email:
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Telefono: 335-6647579
TURISTI PER CASA... un contributo di Carlin Petrini
Per entrare davvero in una cultura, per odorarla, assaggiarla, sentirla, parlare e e urlare bisogna, quando si viaggia, fare visita al mercato del luogo. E’ una prerogativa che mi sono sempre posto, tanto in Italia, come all’estero. Il mercato è il centro pulsante dell’attività umana, incontro di abitudini, gente, commerci. Rappresenta lo spaccato di una comunità ci si può immergere e respirare l’identità di un territorio. Nelle grandi città, storicamente il mercato si trasforma in base alle correnti culturali che attraversano l’agglomerato urbano: Porta Palazzo per Torino ha vissuto molti di questi cambiamenti. Dalla massiccia migrazione dal sud Italia all’attuale flusso da paesi lontani e in difficoltà. Si tratta di migrazioni che hanno portato anche contrasti, incomprensioni e difficoltà; soprattutto per chi arriva. Fare un giro a Porta Palazzo, però è il modo migliore per capire come in realtà la mescolanza di popolazioni diverse è un’occasione di arricchimento, di scoperta. Osservare la varietà dei prodotti che ora sono disponibili sotto casa nostra è entusiasmante. La diversità alimentare, che predichiamo e cerchiamo di difendere da anni, è a portata di mano, non rendersene conto è un atto di grave ignoranza. Porta Palazzo è il simbolo di questa integrazione stimolante che sta superando la fase del primo avvicinamento; Una frase che troppo spesso si traduce in scontro o in una convivenza reciprocamente esclusiva. Ora siamo finalmente oltre: tanto che queste persone ci portano nella loro cultura, ma molti di loro stanno assorbendo le nostre tradizioni,alcuni addirittura ne sanno di più di molti di noi “indigeni”....
Lo scrittore torinese Dario Voltolini rievoca la sua infanzia a Porta Palazzo per TURISTI PER CASA
Carni ovine e avicunicole, ecco ciò che mio padre e i suoi fratelli vendevano a Porta Palazzo. Mia madre lavorava dal panettiere, tettoia dell'Orologio anche lei. La famiglia di mia madre era piemontese, quella di mio padre proveniva dal Trentino. Posso vantare anche io, dunque, su scala infinitesimale, un certo meticciato! Porta Palazzo faceva parte del mio mondo di bambino, ma era anche un mondo a sé: una zona di lavorazione e di scambio di merci sommersa da ondate di popolazione famelica. Un luogo sia reale sia mitologico: chi lavorava a Porta Palazzo parlava in continuazione, con i clienti, con gli amici o i concorrenti, con i garzoni, con i titolari, con il barista nelle rare pause, con i contrabbandieri, le suore, gli zingari, con i vigili urbani, i politici in cerca di voti, con gli arrotini, i venditori di frigoriferi, i proprietari di ristoranti. E parlando lavorava senza fermarsi. Porta Palazzo era un frullatore. Se ci entravi ti toccava mescolarti con tutto il resto, fino alla sera, quando ne venivi espulso sbalordito, frastornato, spianato. Porta Palazzo è, da sempre, la mescolanza. È per questo che la sua forza e la sua specificità valgono ancora oggi, nella situazione di mutamento di questi anni, dove la rappresentanza etnica è cresciuta in modo esponenziale, mai vista prima. Il mercato di Porta Palazzo per sua natura sa accogliere il cambiamento, in maniera che potremmo dire calda, cioè lasciandosi stravolgere, sopportando tensioni e dolore, e alla fine rinascendo come ennesima versione di se stesso. Nessuno si illude che nei cambiamenti si possano evitare lacerazioni e caos, ma pochi sanno vedere come insieme a questi fenomeni di frizione se ne accompagnino anche degli altri, di segno positivo, fatti di integrazione, scambio, crescita, apertura di opportunità, inaugurazione di situazioni inedite. Porta Palazzo, questo, l'ha sempre saputo. Fieramente. Senza illusioni assurde, ma senza depressioni infondate. Indicare i lati positivi dei fenomeni complessi è un antidoto contro l'insicurezza. Questo è lo spirito della presente mappa della Porta Palazzo multietnica, in cui vedo con orgoglio premiata l'attività umana più di ogni altra orientata allo scambio: sto parlando del commercio fondato sul cibo. Prima dei filosofi e contro i militari, sono i commercianti che intuiscono la vera opportunità (la ricchezza...) che un mondo multiforme offre agli uomini. E Porta Palazzo è il nostro maggiore monumento storico al commercio.
Guarda il video di Turisti per Casa realizzato da LA7 !
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